• Ciao conigli !!! …Ecco il mio contributo ai “tagli alla pausa-pranzo…e…complimenti per la trasmissione !!! Abolire la pausa pranzo dei lavoratori per “redistribuirla meglio” nell’arco della giornata. È il ministro Gianfranco Rotondi, responsabile dell’Attuazione del programma del governo, a prospettarlo, ben attento però a non essere tacciato, “brunettismo”. Motivo per cui la prima mensa che chiede di chiudere non è quella di un ufficio pubblico ma quella dei parlamentari: la buvette di Montecitorio.  Magari è solo il primo passo per una nuova riorganizzazione del mondo del lavoro. Credo che ne vedremo e ne sentiremo ancora delle belle…

    Proposto da Daniele, fonte YouTube SpeedPickers

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    9 Commenti

    • Mi verrebbe da dire che il prossimo passo è una flebo per ogni dipendente per i pasti ed un catetere per assolvere a parte delle funzioni corporali e non far perdere tempo prezioso a chi lavora….come si può ridistribuire la pausa pranzo durante la giornata senza creare un gran caos????

    • Alessandra scrive:

      Invece di sparare cretinate, perchè non si cercano idee nuove per chi la pausa pranzo non sa cos’è visto che gli manca il lavoro?? O per chi la pausa pranzo la vede come un triplo salto mortale (come tante famiglie che si destreggiano per mettere in tavola qualcosa cercando offerte, recuperando avanzi, ecc)….Ma mi faccia il piacere!!!

    • L’unica cosa che condivido con il Ministro Rotondi é l’abolizione, io meglio direi, la restrizione degli orari di apertura della buvette di Montecitorio e il prolungamento degli orari di lavoro in Parlamento (visto quel che guadagnano!). Invece per quel che riguarda il resto dei lavoratori é sensato lasciare decidere agli stessi visto che un tipo di lavoro é diverso da un altro. Quindi la scelta é dei lavoratori di concerto con i propri datori di lavoro e le esigenze aziendali, tutto questo deve essere fatto per ogni realtà lavorativa, in parole povere la scelta deve essere “DEMOCRATICA” (concetto ultimamente molto enunciato e poco praticato).

    • E’ ovvio che chi svolga un lavoro autonomo mangi un panino mentre lavora: ha tutto l’interesse di questo mondo a finire prima e tornarsene a casa.
      Non vedo invece il motivo per cui chi lavora in una fabbrica o in un negozio debba mangiare quando fa comodo al ministro, che chiaramente, non avendo molto da fare, visto che di programma se ne attua ben poco, cerca dei modi graziosi per trascorrere il proprio tempo…
      E poi, si parla tanto di salute e di benessere, ma che razza di esempio è quello di chi dice di saltare il pranzo?!?!

    • il problema serio non è mai stata la pausa ma il pranzo.

    • … a proposito di pausa pranzo, ma sapete ad alcuni lavoratori viene corrisposto un ticket che vale meno di 3 euro? Meglio saltare la pausa e tornare a casa!

    • Mi viene in mente solo adesso…casomai qualcuno non l’avesse mai visto.
      http://www.youtube.com/watch?v=8-UiCnxARJY

    • annalisa scrive:

      Ma perche’ in Italia si continua a pensare che essere produttivi ed efficienti significhi stare seduti alla scrivania?
      E vorrei sapere che tipo di produttivita’ ci si possa aspettare da chi lavora senza mangiare o mangiando junk food dai distributori, dalle 9 alle 18.

    • chiara m. scrive:

      aboliamo anche la pausa ristorante a spese nostre a tutti i ministri?

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