• L’Istat ci fa sapere che i giochi tradizionali continuano a sedurre i bambini italiani dai 3 ai 10 anni più dei videogiochi: le femmine amano le bambole e i maschi auto e trenini. Come non ricordare le costruzioni della Lego, la pista Polycar, il Das, le trottole, le figurine Panini, le palline di plastica trasparente con le foto dei ciclisti, il freesbee, il pallone Supertele, la dama, i solitari con le carte.  Siamo un popolo di giocherelloni al punto che ci troviamo a contendere console di videogiochi a figli e nipoti. Riuscite a giocare ancora? Noi in fondo siamo fortunati, continuiamo a farlo in diretta tutti i giorni. Ma che nostalgia di flipper, Subbuteo, Calciobalilla, Piccolo chimico, fortini con gli indiani, trasformer, o anche niente, perchè una volta si giocava con niente, a nascondino, allo schiaffo del soldato, a campana. Chissà se ci divertivamo di più… C’è chi continua a giocare tutta la vita continuando per sempre “a tirare fuori il fanciullino” che è in se’. Forse per questo il Paese va come va…

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    13 Commenti

    • Io quando ero bambina giocavo con i bottoni che mamma conservava in una grande scatola.
      Erano centinaia di bottoni. Li ordinavo per colore, per grandezza e poi insieme a mia sorella inventavo storie come se loro fossero personaggi.
      Ormai più che adulta ho una mia scatola dei bottoni (non tanti come quelli di mamma) e quando la apro per cercare un bottone da attaccare ad un pantalone o a una giacca……mi piacerebbe poterci giocare ancora!

    • Scherziamo ? Certo che gioco ! Che senso avrebbe la vita senza il gioco ?
      In ogni momento libero io gioco.
      Infondo cosa vuol dire giocare ? Trarre piacere e gratificazione da una attivita’ che non porta alcun vantaggio materiale e che sia fine a se stessa…
      Certo si gioca in maniera diversa, ormai l’informatica domina e si usa il pc anche per giocare a carte ma a volte gioco ancora coi miei sogni ad occhi aperti come facevo da bambino.

    • Ah, a quei tempi ero serena……

    • Ho conservato i mattoncini Lego (in modello anni ’70 non è più in commercio, purtroppo) nel fustino del detersivo Dash e ogni tanto provo a giocare!
      Da piccola – 1978 e seguenti-, invece, giocavo con le amiche in cortile, ma le mamme ci proibivano di portare i giochi perché temevano che si potessero rompere o sporcare (COSTANO!!) e così ci inventavamo avventure e storie di pura immaginazione … meglio della tv dei ragazzi!

    • La scatola dei bottoni…..ma anche quella dei nastri. Quanto ci ho giocato. Stavo per ore ed ore sotto il tavolo della cucina a sistemare bottoni e nastri. Anche io ho una scatola dei bottoni: è una grandissima scatola che contiene migliaia di bottoni ed ogni volta che l’apro, ritorno indietro di anni. La scatola dei nastri invece è ancora quella della nonna. Beh, non la scatola ma i nastri sì ed ancora adesso la apro, li controllo ad uno ad uno e li rimetto al loro posto.
      Mi ricordo poi che in giardino usavamo i fiori di sambuco spremuti per fare l’inchiostro e i pezzi di mattone tritati per fare il cacao quando si giocava “alle signore”. Ossignur che malinconia……..

    • Sarò una bambinona ma io continuo a giocare sempre con lo stesso entusiasmo di quando ero piccola. Almeno il gioco non me lo potrà togliere nessuno. E nemmeno l’entusiasmo!

    • pentole, da piccolo ricordo che giocavo con i coperchi e le pentole.
      ancora oggi, il mio secondo figlio, ama giocare con i coperchi e le pentole, tradizioni che si tramandano da generazione a generazione, ahò.

    • Con me sfondate una porta aperta. La passione per i giochi non mi è mai passata, specialmente per quelli da tavolo (in scatola o classici), quindi risiko, monopoli, talisman, ma anche scacchi, backgammon, go. Tante cose da passare anche a mia figlia, non solo come tecnica, ma ache come spirito ludico. E non c’e’ nulla da fare, nonostante tutti i divertimenti elettronici, per me la sensazione del gioco fisico, da toccare, predisporre, manipolare, resta ineguagliata. Mi fa sentire piu’ protagonista, più soggetto e non oggetto, attore e non spettatore. Son proprio un bimbo di 44 anni!

    • Saltavo con la fune, giocavo a campana, con il cerchio e facevamo un gioco con un lungo elastico teso che adesso non vedo fare più ad altre bambine. Avevamo altalene su altissimi alberi e sembrava di volare e qualche volta è accaduto di sfracellarsi un po’. Con la fune ci salto ancora. Un saluto a sima, ericas e alla fu conigliera.

    • Cari giovanotti da quando vi siete “allineati” all’imperversante “sinistrismo” mi piacete sempre meno e come a me anche a molti altri !!!!!!!!!
      Prendete per i fondelli “vermicello” Veltroni e il “letterato” Di Pietro e ringraziate che vi diano ancora…spago !
      Peccato , nel crescere vi siete guastati !!!
      Ciao , con “mutata” stima e considerazione .
      Mario

    • Dose&Presta scrive:

      Scusa “Mario”, ma che programma ascolti? Con immutato affetto reciproco…

    • Frittella scrive:

      Il Dolce Forno, la Maglieria Magica… che nostalgia, e poi il gioco dell’elastico e le partite di pallone.
      Mi piace giocare anche adesso con i miei figli anche se a volte mi faccio prendere la mano e loro mi scaricano dicendomi ‘mamma lascia perdere ormai sei vecchia’

    • CRISTINA E MARCELLO scrive:

      è vero anche io giocavo con i bottoni, ma adesso non esiste più la scatola dei bottoni , si butta via tutto…
      Poi ricordo il COLOREDO che in realtà era un po triste, ma il gioco più bello era il pasticcio di lana che consisteva nel fare con vecchi gomitoli un enorme intrico di fili dentro tutta una stanza passandoci poi in mezzo senza rompere nulla …. lo farei anche adesso…

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